Qualunque sia la vostra opinione personale, o le vostre decisioni in merito alla pratica medica della VACCINAZIONE, siete comunque responsabili della scelta che operate, pertanto avete il diritto-dovere di INFORMARVI.




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Mettendo in pratica cio' che hai scoperto sarai in Buona Salute



Per capire cosa è giusto e cosa è ingiusto, non serve bussare alla porta della scienza… Anche la scienza ha bisogno di regole, non puo’ svilupparsi in modo selvaggio o in aperto contrasto alla morale corrente. Una bio-rivoluzione, come la biotecnologia, rimette in gioco non solo gli aspetti materiali della vita, ma la nostra cultura, la nostra visione del mondo, i nostri valori. Ecco perchè diventa urgente gettare le basi di un nuovo contratto tra scienza e società. Il nuovo contratto deve proporsi anzitutto di mettere al riparo la collettività dai rischi connessi all’uso sconsiderato del DNA ricombinante.


Le incertezze dei vaccini




L'uso dei vaccini è il prodotto di una logica sensata?


Secondo il Prof. Giuseppe Di Bella, perché invece di un uso eccessivo e intensivo dei vaccini, non valorizzano e applicano le evidenze scientifiche ormai pubblicate sulla massima banca dati medico scientifica mondiale ufficiale www.  pubmed.gov, limitandone l’uso a casi di reale necessità e secondo criteri di buon senso della pratica medica? Potrebbero essere valorizzate le immunoglobuline specifiche per singole virosi, reperibili all’estero, ma non in Italia (perché?).  I miei figli hanno avuto, da piccoli, una rapida risoluzione della parotite e pertosse grazie a somministrazione dell’immunoglobulina specifica.   La stessa identica logica porta a iniettare le immunoglobuline antitetano in caso di ferite.   Esistono per varie virosi le gamma globuline, gli anticorpi specifici. 

Oggi questi prodotti sono di assoluta sicurezza, sterilità ed affidabilità, passando attraverso una serie di successive sterilizzazioni, mancano infatti casi documentati di trasmissione di virosi da gammaglobuline, che sarebbero altresì indicate all’inizio di forme influenzali, ottenendone una rapida risoluzione senza complicazioni o tossicità.  Basterebbe il sistematico impiego della Soluzione di retinoidi + vit. E, con quello della vitamina C e del (ancora gravemente sottovalutato) Lisozima [identificato nel 1922 da Fleming che per primo ne ha accertato le fondamentali proprietà antinfettive e di potenziamento dell’immunità] per abbattere decisamente la frequenza, la virulenza, le complicazioni, le recidive di tante malattie batteriche e/o virali . Il Lisozima è un componente importante dell’immunità, è presente nel liquido lacrimale, nelle secrezioni nasali, nella saliva, nell’intestino, nel sangue. E’ una proteina basica che interagisce con batteri e protozoi e virus che lisa facilmente e che, non essendo protetti da una capsula e contenendo proteine acide, sono pertanto sensibili all’attività del Lisozima. Esso è la quarta frazione del Complemento, componente dell’immunità, ha una sfera d’azione antivirale vastissima, uno spettro d’azione cui in pratica non sfugge nessun virus, agisce bene anche su molti protozoi e su parecchi batteri Gram positivi delle via aerodigestive superiori, in totale assenza di tossicità, o pericolo di accumulo o sovradosaggio. Basta leggere le numerose monografie relative e la vasta documentazione in letteratura, su www.pubmed.gov (sono reperibili 28.484 pubblicazioni sul Lisozima).
 

Stanno cercando di imporre alla classe medica dei dogmi terapeutici, ma il dogma rientra nell’ambito teologico, non scientifico, né clinico, non esiste un dogma scientifico e/o clinico, ogni ricerca, proposta terapeutica, deve essere documentata con le metodiche, le procedute e modalità che qualificano un dato “evidenza scientifica” quando esso è definitivamente acquisito, certo, documentato e dimostrato in modo incontestabile. Non sembra che la miriade di vaccini singoli o polivalenti imposti rispondano pienamente a questi requisiti. La questione, oltre che clinico-scientifica, è soprattutto ed essenzialmente politica, etica e sociale. 

Può uno stato imporre terapie? 

Obbligare una persona, contro la propria volontà, a sottoporsi ad una terapia coercitiva, costringendolo per di più a firmare che i vaccini imposti “sono a proprio rischio e pericolo”, rifiutando poi di risarcire il malcapitato anche quando è matematicamente dimostrato che l’evento avverso sofferto è stato causato dal vaccino? È logico, morale, accettabile, etico?